Le Aziende Re-Inventano Nuovi Modi per fare Business

Le Aziende Re-Inventano Nuovi Modi per fare Business

Il vantaggio principale della digital transformation è quello di abilitare nuovi modelli che consentono di acquisire maggior consapevolezza di ciò che il cliente realmente desidera e di conseguenza di riorganizzare l’intero processo del business, favorendo significativi miglioramenti delle performance aziendali. Il primo passo in questo percorso trasformativo è quello di accogliere l’idea della necessità di ripensare la propria azienda nell’ambito digitale. Il secondo, non meno difficile, consiste nello sviluppare una visione del business digitale che indichi la via da seguire. Per sviluppare tale ragionamento, bisogna fare riferimento ai temi della customer experience, dell’innovazione customer driven e dei nuovi modelli di business per approcciarsi al mercato con modalità rispondenti al cambiamento dei comportamenti del consumatore.

Prima di entrare nel merito del processo di sviluppo di un prodotto / servizio e del relativo business model, è preferibile porsi alcune domande per comprendere meglio il contesto e avviare nel migliore dei modi il processo di trasformazione:

    1. Il digitale rappresenta un RISCHIO o un’OPPORTUNITA’ per il modello di business corrente?
    2. Come devo rivedere il modello di business? Quale MODELLO di business è il migliore per il futuro dell’azienda?
    3. Qual è il VANTAGGIO competitivo chiave?
    4. Come verranno utilizzate le tecnologie mobile, i big data e l’Internet of Things (IoT) per CONNETTERSI e apprendere dai dati?
    5. Di quali COMPETENZE si ha bisogno per diventare digitale?
    6. Sono presenti in azienda le CAPABILITIES cruciali per reinventare l’impresa?
    7. Si ha la LEADERSHIP a tutti i livelli per rendere possibile la trasformazione?

 

Questo esercizio è utile per individuare sin da subito quali potrebbero essere gli ostacoli ed eventualmente gli abilitatori del processo d’innovazione, ma soprattutto, per diffondere in azienda una cultura collaborativa e di condivisione attraverso un linguaggio comune che faciliti la comunicazione interna sul “perché” e il “cosa” di una trasformazione digitale del business, oltreché, a sostenere una visione comune.

Dopo aver fatto le dovute considerazioni, passiamo al come mettere in pratica la digital transformation, attraverso l’esercizio di “re-immaginare” il business model, i processi di business e il lavoro.

Ripensare il business model con una differente immaginazione pone concretamente la digitalizzazione al centro dei processi core dell’azienda focalizzando il ragionamento su quale sia il nuovo valore da proporre che poi verrà effettivamente percepito dal cliente, sulla penetrazione in mercati adiacenti in cui le trasformazioni della tecnologia fanno emergere nuove opportunità, gli ecosistemi per mettere a sistema risorse e sinergie, la servitization ovvero l’offerta di prodotti come servizio attraverso la formula “subscription” declinata nelle varie modalità di “Product As a Service”, “Software As a Service”, “Platform As a Service”, “Infrastructure As a Service”, etc… Poi ci sono da considerare le piattaforme digitali dette anche business platform, che consentono ad attori diversi, interni ed esterni all’organizzazione, di creare valore attraverso una infrastruttura che li metta in comunicazione partendo dal presupposto che  bisogna accettare il concetto che oggi il business si fa insieme (fornitori, partner, dipendenti, clienti, etc.) attraverso sistemi e servizi digitali integrati, che tendono ad eliminare i classici rapporti monodirezionali a favore di scambi e comunicazioni pluridirezionali secondo un evoluto concetto di interattività.

Ancora, per ripensare il proprio business model, c’è l’opportunità che si presenta con l’API economy (Application Programming Interface), ovvero interfacce di programmazione di un’applicazione che attraverso le potenzialità del cloud computing e il mobile, offrono la possibilità di realizzare soluzioni mirate per i propri utenti con pochissimo sforzo visto che si sfruttano i servizi erogati da altre piattaforme presenti nel cloud. Chiunque può collegare la sua soluzione con una tecnologia che mette a disposizione le sue API, ovviamente il requisito necessario per il successo di tale iniziativa, è che a monte ci sia una visione strategica per lo sviluppo del business. Tale opportunità, genera un potenziale volano per la crescita di entrambe le parti, con enormi vantaggi per i clienti finali. In questo senso, l’utilizzo delle interfacce di programmazione si presentano come una vera e propria economia a sé stante, come è già accaduto negli anni passati con gli App Store di Apple e Google.

Relativamente i processi di business invece, iniziamo col dire che essi hanno uno scopo orientato al raggiungimento di un obiettivo aziendale, consentendo il miglioramento della competitività e la crescita dell’impresa. Più genericamente, possiamo definire un processo come un insieme di attività interdipendenti svolte all’interno del contesto aziendale; esse creano valore trasformando delle risorse (input del processo) in un prodotto (output del processo) destinato ad un soggetto interno o esterno all’azienda (cliente). Nel caso della digital transformation, i processi di business sono tesi al miglioramento e all’efficienza operativa delle prestazioni aziendali per garantire, particolare cura della customer experience, decisioni basate sui dati, azioni predittive, automazione e integrazione con partner e fornitori e altro ancora. Praticamente tutti gli input per ottenere un servizio/prodotto(output) ritagliato sulle reali necessità del cliente. Affinché i processi di business possano creare nuovo valore, è evidente la necessità di adottare un nuovo orientamento, tecnologico e culturale, rendendo l’organizzazione flessibile ai cambiamenti del mercato.

Per quanto riguarda il re-immaginare il metodo di lavoro, le aziende dovrebbero incoraggiare l’assunzione del rischio per innovare e inventare nuovi prodotti e servizi con un approccio al fallimento, quale mezzo necessario per l’apprendimento e la crescita continua. Diverse sono le strategie per realizzare velocemente la propria innovazione attraverso la sperimentazione continua usando approcci rapidi che permettono di essere presenti sul mercato, di avvicinarsi in tempi brevi ai potenziali clienti e di correggere abbastanza velocemente i possibili errori di sviluppo del prodotto/servizio. Uno di questi è il design thinking dove il cliente è al centro del processo innovativo e attorno alle sue esigenze si individuano idee o proposte grazie alla visione creativa e fuori dagli schemi. Un altro sistema è il Lean Startup  in cui uno degli aspetti caratterizzanti è “learning and discovery”, ovvero il processo di miglioramento e apprendimento continuo per il proprio prodotto. Un altro approccio è quello dell’AGILE che è fortemente focalizzato sul prodotto da realizzare piuttosto che sul processo per realizzarlo e considera le variabili “Qualità”, “Tempo” e “Costi” non discutibili, spostando la flessibilità verso le Funzionalità del prodotto.

Recentemente stiamo assistendo anche al fenomeno del Corporate Startup, un processo che consente alle aziende di prendere partecipazioni in società innovative che operano in settori analoghi a quelli della propria corporate, e che possiedono degli asset strategici o tecnologie applicabili prospetticamente per i suoi piani futuri. Un’altra strada per realizzare una corporale startup è anche quella di creare una propria iniziativa interna, favorendo l’acquisizione di talenti, idee e tecnologie.

Questi miglioramenti prestazionali del business model, dei processi di business e delle metodologie di lavoro, sono riproducibili in tutte le aziende di qualsiasi dimensione e comparto industriale e incidono profondamente sull’evoluzione dei diversi settori. Nell’attuale era digitale in cui si susseguono cambiamenti continui, trasformazioni e accelerazioni costanti, è richiesta la massima attenzione per adattarsi ai vari fenomeni e tutto deve necessariamente partire dall’interno dell’azienda, dalla sua cultura, dalla visione dei suoi leader.

SZ

Sandro Zilli
sandro.zilli@yahoo.it

Chief Digital Officer - Management dell'IoT e Industry 4.0

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