L’innovation manager e i trend digitali: prospettive di crescita anche in momenti critici

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L’innovation manager e i trend digitali: prospettive di crescita anche in momenti critici

Scenario

Siamo in presenza di una situazione macroeconomica soggetta a molteplici minacce e quindi a forte rischio d’indebolimento. Ciò con serie ripercussioni sulla fiducia degli investitori italiani ed esteri, nonché su quella di imprese e famiglie. La tentazione potrebbe essere quella di una gestione più parsimoniosa dei propri bilanci.

Ma proprio in questo quadro di aumentata incertezza economica, non mancano opportunità di crescita per l’Italia. Le possibilità offerte dalle tecnologie esponenziali, le nuove professionalità e le misure messe in campo dal governo, finalizzate a incentivare gli investimenti privati in tema d’innovazione, rappresentano una miccia che potrebbe innescare una significativa inversione di tendenza.

In questo scenario il ruolo dell’impresa è fondamentale per traghettare l’economia italiana verso un trend positivo. Per far sì che ciò accada, è però necessario accelerare il processo di transizione verso i nuovi modelli di business che l’era dell’iperconnessione ci mette a disposizione.

La quarta rivoluzione industriale caratterizzata dalla compenetrazione esponenziale tra mondo fisico, digitale e biologico sarà il driver principale di questo processo. Ma per avere successo e garantire un ritorno economico degli investimenti, serve un ulteriore ingrediente: il capitale umano. Sic et simpliciter.

Quello che cioè le imprese dovranno fare in aggiunta, è lavorare al proprio interno affinché i singoli individui vengano preparati ad abbracciare il cambiamento e non a subirlo passivamente.

Coinvolgere in prima persona le proprie risorse umane nel processo di trasformazione è l’unica modalità per far sì che le nuove tecnologie vengano accettate e utilizzate in modo efficace.

Favorire il cambiamento e le sinergie tecnico-produttive lungo tutta la supply chain, darà uno slancio rilevante al balzo di competitività dell’impresa italiana nei mercati globali, oltre che alla sua stessa sostenibilità ambientale. Su tale scia, le nuove tecnologie esponenziali miglioreranno la progettazione e la produzione, favorendo la riduzione del consumo di risorse, minimizzando gli scarti industriali e massimizzando il recupero degli stessi, al fine di promuovere l’ecosostenibilità, fulcro dell’economia circolare.

 

I trend digitali

Dopo questa doverosa premessa, per comprendere meglio il fenomeno a cui tende l’universo digitale, occorre rivolgere lo sguardo su una vasta gamma di tecnologie esponenziali che condividono la stessa missione: semplificare e migliorare la vita delle persone, nonché innovare il modo di fare business delle aziende.

Nella visione comune è certamente prevista un’importante crescita nell’adozione degli Smart Devices, cioè quei dispositivi intelligenti e connessi che in genere definiamo Internet of Things (IoT). Sono dispositivi che consentono di raccogliere dati praticamente da qualsiasi cosa (macchine, edifici, motori aerei, autovetture, persone, ecc.).

In particolare per chi si occupa di marketing, la quantità di dati che si possono raccogliere sui clienti e sui loro comportamenti è un fattore molto utile per migliorare la Customer Experience e garantire la fidelizzazione.

Perciò il Big Data & Analytics è un trend molto importante: il fatto che sia coadiuvato dal Machine Learning fa sì che l’analisi dei dati sia veloce ed efficace, andando così a supportare tutte quelle organizzazioni che sull’indagine e l’esame dei dati hanno creato la propria fortuna, elaborando strategie di successo nell’offerta di prodotti e servizi.

Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning sono tecnologie innovative che utilizzando i dati prolifici, alimentano la rivoluzione dell’intelligenza, per personalizzare i servizi per i clienti, ridurre gli errori umani e aumentare la produttività.

Esistono poi numerose applicazioni che impattano sulla nostra vita, ad esempio la robotica collaborativa (cobot), ovvero una nuova modalità che prevede la collaborazione stretta tra uomo e robot nel processo produttivo, oppure i sistemi di RPA che consentono di eseguire in modo automatico attività ripetitive, imitando il comportamento umano.

È però l’Iperautomazione legata ai Big Data e all’Intelligenza Artificiale il vero fattore decisivo, in grado di “liberare l’uomo”, risorsa preziosa per un’azienda, da task manuali e ripetitivi, nonché compiti gravosi e persino pericolosi, aumentando così la produttività e la competitività dell’organizzazione.

Infine, tra le principali tendenze tecnologiche, non va tralasciato il cloud computing, in grado di offrire servizi innovativi come il SaaS (software-as-a-service), IaaS (infrastruttura come servizio) e PaaS (platform-as-a-service). Questo segna l’inizio dell’era XaaS (servitization – tutto come un servizio) ovvero il passaggio dall’offerta di beni alla fornitura di servizi di sistemi integrati. Il fondamento logico alla base di XaaS è che le aziende possono ridurre i costi dei servizi acquistandoli in abbonamento da molteplici fornitori, eliminando così le limitazioni derivanti da elevati costi iniziali e tempi d’inattività.

 

Il ruolo dell’Innovation Manager

In questo quadro di riferimento, l’introduzione di un Innovation Manager può far emergere nuove prospettive e opportunità per aiutare le organizzazioni a restare attive in mercati sempre più competitivi.

La sua figura, sempre più ricercata dalle aziende alle prese con i processi di evoluzione, ha il compito di guidarle nel percorso di trasformazione digitale attraverso strategie che permettano sia di restare al passo con la continua trasformazione tecnologica, sia di far funzionare meglio il business per restare attivi nei mercati in continua evoluzione.

Le competenze più importanti che può mettere in campo sono leadership, problem solving, capacità di motivare e ispirare i collaboratori. Change management finalizzato a superare la resistenza al cambiamento (insita in gran parte di noi).

L’innovation manager è un “Enabler” (un abilitatore, facilitatore di processi) che oltre a individuare le innovazioni ritenute strategiche, lavora anche sulla cultura d’azienda, sulle persone e più nello specifico sul “cambiamento di pensiero”.

Un elemento che caratterizza l’attuale trasformazione digitale è la velocità con cui questa avviene, a tal punto rapida e dirompente da costringere le aziende di ogni settore industriale a riconfigurarsi all’istante, pena la sparizione.

Solo partendo dalle persone è possibile incanalare le molteplici energie digitali e ridisegnare il proprio modo di fare business attraverso nuovi mindset, nuove soluzioni tecnologiche che comprendono sistemi evoluti e integrati. Tale approccio è cruciale per l’impresa che vorrà adattarsi alla crescente pressione competitiva, restando costantemente connessa con i propri clienti.

 

SZ

 

 

Sandro Zilli
sandro.zilli@yahoo.it

INNOVATION MANAGER - BUSINESS COACH

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